Vaccini anti Covid-19: ci saranno risarcimenti per le rare reazioni avverse?

La pandemia in corso ha posto le basi per l’inizio di una maratona mondiale per la ricerca di vaccini efficaci contro Covid-19. Più di 200 vaccini candidati sono sparsi nel mondo per le sperimentazioni. È spontaneo, quindi, chiedersi cosa accadrà una volta individuati i vaccini più promettenti.

Quali Paesi potranno permetterseli? I Paesi che hanno uno scarsissimo sistema economico verrebbero tralasciati?

COVAX per garantire l’accesso ai vaccini contro COVID-19

Sono questi i quesiti che hanno portato alla nascita di COVAX, una piattaforma che supporta la ricerca, lo sviluppo e la distribuzione di vaccini contro COVID-19 negoziando il prezzo. Il suo obiettivo è permettere l’accesso anche ai Paesi più poveri che partecipano al programma. Ad oggi già 92 Paesi saranno sostenuti da COVAX. Anche l’Europa ha confermato l’interesse ad essere paese sostenitore dell’iniziativa.

COVAX fungendo da intermediario assicura anche una riduzione dei rischi per le aziende farmaceutiche che temono investimenti senza sicurezza nella domanda.

Accordi sulla protezione da responsabilità per reazioni avverse ai vaccini contro COVID-19

Il problema che nasce a questo punto è il seguente: se le aziende accettano la flessibilità sui prezzi, come ci si accorda riguardo la protezione da responsabilità nel caso in cui i vaccini causino lesioni reali o presunte ai destinatari?

I produttori non spediranno vaccini senza protezione di responsabilità.

Se il vaccino andrà in tutto il mondo sono inevitabili dei rari eventi avversi anche gravi. Sicuramente con un impatto di gran lunga inferiore rispetto ai danni della pandemia.

Si pensi alla pandemia influenzale H1N1 del 2009: l’incidenza di eventi avversi gravi dopo l’immunizzazione negli Stati Uniti presentava un tasso di 2,45 per 100.000 dosi.

 Il sistema di sorveglianza equivalente cinese ha rilevato che 1083 degli 8067 eventi avversi registrati (1,21 per 100.000 dosi) erano gravi.

Situazione negli Stati Uniti circa i risarcimenti

Negli Stati Uniti, ad esempio, c’è già dal 2005 una legge per impedire le richieste di risarcimento danni da prodotti che aiutano a controllare una crisi di salute pubblica.

Ma per la maggior parte dei Paesi, offrire indennità legali alle aziende farmaceutiche è illegale. Molti governi hanno leggi per cui i produttori dovrebbero pagare per infortuni causati dai loro prodotti.

Risarcimento da reazioni avverse ai vaccini in Italia

Per fare un accenno al nostro Paese, in Italia per la legge 210/1192 si sancisce un indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni.

L’indennizzo è stato poi esteso anche ai vaccini non obbligatori, ma ”consigliati” da autorità sanitarie per pronuncia della Corte Costituzionale n.107/2012.

Come assicurare risarcimenti da reazioni avverse a livello globale

In un articolo pubblicato sul The New England Journal of Medicine si mostrano alcune soluzioni alternative per garantire risarcimenti in caso di reazioni avverse:

  • Incorporare sistemi di compensazione dalle lesioni da vaccino nazionali già presenti anche per i vaccini contro COVID-19;
  • Aderire al meccanismo assicurativo per i vaccini distribuiti per emergenza pensato dall’OMS. Esso è un programma di piccole dimensioni, ma può essere utile per i Paesi più piccoli;
  • COVAX potrebbe stabilire una procedura per compensare le persone che hanno un evento avverso grave dopo l’immunizzazione includendo piani di sorveglianza post-marketing.

Se COVAX includesse fra i suoi obiettivi un fondo di risarcimento potrebbe creare un sistema di compensazione che potrebbe essere finanziato acquisendo risorse dai paesi più ricchi, oppure addebitando una tassa ai produttori per dose nelle vendite dei vaccini ai paesi più ricchi.

Dato che probabilmente verranno somministrati miliardi di dosi, con 5-10 centesimi per dose, si trarrebbe un pool di risorse per eventuali risarcimenti.

Così si potrebbe garantire l’accesso ai vaccini COVID-19 e aiutare la collettività per rallentare la pandemia senza tralasciare quei pochi colpiti da eventuali effetti avversi.

Il singolo e la collettività devono essere tutelati in maniera efficace per poterci definire un mondo civilizzato.

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