Storia del medico-eroe cinese: è passato un anno dalla sua morte

È passato ormai un anno dalla morte del medico-eroe cinese di Wuhan, il dottor Li Wenliang. Era stato lui a dare per primo l’allarme sul Sars-Cov2.

Ad un anno dalla sua morte, il 6 Febbraio un flusso di persone ha deciso di commemorarlo con fiori e biglietti all’ospedale centrale di Wuhan. In alcuni biglietti anche le frasi del vangelo secondo Matteo, che riprendono le beatitudini: “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.

La Cina si è scusata da tempo per aver punito il medico-eroe cinese che adesso è diventato un simbolo nella lotta contro chi vuole soffocare il valore delle competenze dei professionisti. Un motivo di riflessione su come sia pericoloso andare contro la propaganda cinese.

Il medico-eroe cinese Wenliang: un esempio da seguire

Li Wenliang era un oftalmologo di 34 anni di età. Lui aveva già notato a dicembre 2020 sette casi che ricordavano il Sars-Cov1 all’ospedale di Wuhan dove lavorava. La sindrome respiratoria era simile e somigliava proprio alla prima epidemia di Sars.

In quel periodo gli scienziati avevano già posto le basi per la creazione di un vaccino per la Sars Cov1 e le procedure si sono intensificate dopo l’ascesa della seconda epidemia di Sars.

Li Wenliang aveva tentato di avvertire la comunità scientifica ma le autorità locali avevano minacciato il dottore.

La sua storia diventa virale quando dal letto d’ospedale, ormai ricoverato perché contagiato, mostra a fatica il tesserino medico e condivide con un post la sua storia sui social. Da subito nell’immaginario comune cinese appare come eroe.

fonte: Il sole24ore

Le minacce delle autorità locali: accusato di diffondere rumor sul nuovo virus

Il 30 dicembre tramite chat avvisò i colleghi dell’imminente pericolo. Gli Screenshot delle chat iniziarono a girare, fino ad arrivare alla polizia di Wuhan che lo accusò di diffamazione. La magistratura assolse poi il giovane, ma ormai era troppo tardi. Il 6 febbraio del 2020 il giovane 34enne muore a causa del male che per primo aveva scoperto.

La principale preoccupazione delle autorità locali era di non diffondere il panico tra la popolazione, invece di informare i cittadini del pericolo che di lì a poco sarebbe stato l’incubo della Cina e di tutto il mondo.

Minacce anche ai suoi colleghi

Li Wenliang è una delle otto persone che nei primi di Febbraio dell’anno scorso avevano ricevuto minacce dalla polizia. Altri colleghi sostenevano il giovane, come il famoso dottor Hu. Un urologo amico e collega del giovane, famoso già alla stampa locale, per il curioso caso della sua pelle.

La pelle del giovane era diventata scura a causa di problemi al fegato.

Accusati ma ingiustamente: il paradosso

Nel frattempo continueremo a ricordare questo eroe per giustizia, non ascoltato dalla sua gente ma il cui simbolo eroico viene celebrato in tutto il mondo. Insomma ancora una volta si ripete il paradosso del giusto.

Speriamo che in futuro le autorità politiche non manchino mai di ascoltare medici, scienziati e infermieri che offrono la propria vita per la cura del prossimo. Un lavoro che è più di un lavoro.

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