Sonno: la ragione dietro la “sveglia biologica”

A tutti capita nel corso della sera di impostare la sveglia dal proprio dispositivo e poi, l’indomani, risvegliarsi autonomamente alcuni minuti prima del non piacevole suono che sancisce l’avvicendarsi di un importante impegno.

E’ un modo misterioso di iniziare la giornata, ma non vi è coincidenza tra le due fasi temporali secondo una recente ricerca del Nature.

Perchè ci svegliamo qualche minuto prima del suono della sveglia

I livelli di un ormone dello stress sembrano aumentare circa un’ora prima che il beato dormiente sia investito dal suono della sua sveglia.

In particolare, circa un quarto degli adulti è in grado di svegliarsi di propria volontà, senza alcun supporto di un allarme. Un’altra fetta, invece, imposta l’allarme preventivamente, ma molto spesso si risveglia comunque in tempo. Di conseguenza, infine, vi è un’ulteriore porzione di individui che si risveglia di colpo o che dorme oltre l’ora prefissata.

L’esperimento della “sveglia biologica”

Per comprendere se gli ormoni potessero davvero rendere indipendenti i dormienti dalla propria sveglia, il neuroendocrinologo Jan Born dell’Università di Lubecca (Germania) e il proprio staff hanno testato da vicino per 3 notti 15 studenti sani di età compresa tra i 20 e 30 anni.

I soggetti sono stati collegati ad un catetere che ha prelevato ogni 15 minuti campioni di sangue.

Il momento di addormentarsi era fissato per la mezzanotte e nella prima notte è stato chiesto ai ragazzi di impostare la sveglia alle 6 del mattino.

Per le altre 2 notti, invece, è stato detto loro di impostarla alle 9 del mattino, ma in una di esse sono stati intenzionalmente svegliati a sorpresa alle 6 per mezzo di un falso errore tecnico.

I risultati dell’esperimento

Nei dormienti che si aspettavano la sveglia delle 6 del mattino, i livelli dell’ormone adrenocorticotropina (raggiunge il suo picco subito dopo il risveglio) si son innescati verso le 4:30 del mattino. Quando hanno interrotto il sonno improvvisamente prima delle 9, invece, non si sono svegliati se non per mezzo di terze parti.

Quindi come mai ci si sveglia poco prima dell’allarme autonomamente anche se c’è la sveglia a far da backup?

La definiamo “sveglia biologica“, ma in realtà la scienza e i ricercatori ci dicono che durante le prime ore del mattino l’ormone citato viene innescato in risposta allo stress del risveglio, per preparare il corpo ad abbandonare la fase di sonno.

Il sonno: cosa c’è di assodato e cosa c’è ancora da scoprire

Questo esperimento ha dimostrato scientificamente in maniera convincente, dunque, che chi dorme può tener traccia cognitiva del tempo, forse anche meglio di quando si è svegli… da qui l’origine etimologica del termine “sveglia biologica”.

Tuttavia gli esperti ancora non sanno spiegare (dal punto di vista orario) come il cervello riesca a cronometrare la coincidenza tra l’impostazione della sveglia e il risveglio poco prima che essa rintocchi. E’ come se il cervello sapesse l’ora senza effettivamente guadare l’orologio.

Il neuroendocrinologo Born, infine, dichiara l’intenzione di cercare schemi d’attività cerebrale che potrebbero indicare la fonte del lampo di risveglio. Una buona comprensione del processo, a detta degli scienziati, potrebbe anche aiutare a spiegare la connessione tra stress e notti insonni.

E bene, c’è chi crede che una volta addormentati è come se fossimo cerebralmente deceduti… ma a quanto pare non è affatto così!

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Fonte: SM

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