Sepolti vivi: 4 storie reali e agghiaccianti

“Era morto… o almeno, così pareva”

Sepolto vivi? Seriamente? Di cosa stiamo parlando? Tranquilli, in pieno stile Halloween oggi parliamo di cose macabre, ma tutte documentate storicamente.

Nei secoli passati sono stati scoperti diversi casi di sepoltura prematura. Il caso più antico risale al 1300, quando Duns Scòto, uno dei più importanti filosofi e teologi del Basso Medioevo fu sepolto erroneamente vivo. Fortunato come pochi, Duns riuscì a liberarsi e a fuggire dalla sua tomba.

Sapete come si dice, “non mi prenderete mai vivo!”

Come racconta Edgar Allan Poe nel racconto “Il seppellimento prematuro” (1844) i casi di sepoltura prematura si verificavano molto frequentemente. Nel suddetto racconto lo scrittore ci racconta diversi episodi di sepoltura prematura dalle sfaccettature piuttosto macabre, ma che rispecchiano la dura realtà dell’epoca.

Edgar Allan Poe riporta alcuni casi fittizi riguardanti la tumulazione prematura in seguito ad un’errata diagnosi da parte dei medici dell’epoca. Allo stesso modo, ammette che eventi del genere siano avvenuti abbastanza spesso.

Poe ha vissuto nel prima metà del 1800 e all’epoca la medicina come anche la scienza, erano in pieno sviluppo. Molte delle cose che conosciamo oggi, prima non si sapevano. Nei secoli precedenti la scienza e la medicina non avevano ancora raggiunto il livello attuale di conoscenze. Se i medici non sentivano più il battito cardiaco, semplicemente non c’era nient’altro da fare.

Per questo motivo, quando una persona si ammalava e non si risvegliava più, non si avevano nemmeno gli strumenti necessari per accertare con certezza la morte. Alcune malattie portano a un rallentamento del battito, il cuore pulsa ancora, anche se in maniera più flebile. Nei casi peggiori, accadeva che l’individuo non fosse morto affatto e veniva sepolto vivo.

La paura di essere sepolti vivi: un po’ di storia

sepolti vivi

La tafofobia è la paura di essere sepolti vivi. La parola deriva dal greco “Taphos” che significa sepolcro. In realtà la tafofobia è una paura abbastanza comune. Il solo pensiero di essere sepolti vivi è agghiacciante e se ci pensate bene, è ancora più raro scoprire episodi del genere.

Nel peggiore dei casi pochi riuscirebbero a sfuggire a questo scenario drammatico. Tuttavia, ci sono anche avvenimenti più recenti. Abdel-Sattar Badawi fu dichiarato morto nel 1997 e fu messo nell’obitorio dell’ospedale di Menoufia, in Egitto. Abdel era in coma, nonostante ciò si svegliò 12 ore dopo e riuscì a scappare dalla bara.

Nel 2011 una donna russa, Fagilyu Mukhametzyanov, fu risvegliata dai canti funebri in suo onore. La gente lì presente sentì bussare dalla bara e la aprirono. Ma alla visione della sua bara, la donna morì probabilmente per shock di essere stata sepolta viva.

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Il seppellimento prematuro e… come prevenirlo

sepolti vivi

Casi del genere sono diventati estremamente rari oggi. Ma in passato questa paura aveva senso di esistere. A Londra, nel 1896, William Tebb fondò la London Association for the Prevention of Premature Burial, con lo scopo di prevenire la sepoltura prematura.

Tebb che aveva molto a cuore l’argomento scrisse anche un libro, sperando di salvare chiunque si fosse trovato in quella situazione terrificante. Il libro prende il nome di “Premature Burial and How It May Be Prevented” e oggi farebbe concorrenza ai migliori libri di Stephen King.

Sempre durante l’epoca vittoriana furono realizzati ospedali per morti, all’interno dei quali i presunti defunti venivano mantenuti in attesa per un periodo di tempo variabile e congruo al pagamento fatto in vita.

Oggi al fine di prevenire la sepoltura prematura, anche da noi in Italia la polizia mortuaria osserva precise regole. In particolare vi riporto l’articolo 3, comma 1:

“Il periodo di osservazione di eventuali manifestazioni di vita è di 24 ore (portato a 48 ore nei casi di morte improvvisa o con dubbi di morte apparente).”

Ma adesso entriamo nel vivo di alcuni casi storicamente documentati. I casi che vi riporto provengono dal libro di Jan Bondeson, intitolato “Buried Alive: The Terrifying History of Our Most Primal Fear“. In questo libro l’autore racconta diversi episodi avvenuti realmente di sepolti vivi, separandoli dai miti e dai racconti letterari.

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1. La storia di un calzolaio tedesco

sepolti vivi

Per iniziare la carrellata dei sepolti vivi in grande stile, il protagonista della storia è un calzolaio tedesco (senza nome) che fu dichiarato morto dalla sua famiglia nel 1822. Ma la cosa era piuttosto strana, nonostante l’uomo non si muovesse più, non dava nessun altro segno visibile di morte.

Il presunto cadavere non era rigido né freddo e soprattutto, non emanava nessun fetore. Nonostante tutto la cerimonia del suo funerale continuò come se nulla fosse e la bara fu seppellita. Fino a quando la gente lì presente non udì un forte bussare proveniente da sotto terra.

Il becchino si precipitò per riesumare la bara, per ritrovare il ciabattino immobile con le sole braccia tese verso l’alto. Un medico arrivato sul posto controllò i suoi segni vitali e notò il taglio di una vena da cui aveva perso del sangue. Sembrava che l’uomo non fosse né morto né tanto meno vivo. Per tre giorni si tentò di rianimarlo senza successo e fu sepolto di nuovo.

2. Essie Dunbar

sepolti vivi

Nel 1915 nel South Carolina, una donna di nome Essie Dunbar subì un attacco epilettico che apparentemente le costò la vita, o almeno così sembrava. Il suo corpo senza vita fu messo in attesa per la sepoltura del giorno dopo, con la speranza che sua sorella, la quale viveva fuori città, sarebbe potuta arrivare in tempo per il funerale.

In ogni caso, sua sorella tardò ad arrivare in tempo e Essie fu sepolta senza di lei. Distrutta dal dolore, chiese di aprire la tomba per vedere la sua defunta sorella e poterla salutare un’ultima volta.

Non avrebbe creduto ai propri occhi. Quando aprirono la tomba scoprirono che Essie Dunbar era viva e vegeta e stava anche sorridendo, perché grazie all’amore che sua sorella provava per lei, era sfuggita al destino di essere sepolta viva. Essie ha vissuto per altri 47 anni ed è anche per questo motivo se la sua storia è così ben documentata!

3. Philomele Jonetre

Mentre Essie Dunbar vide la sua storia finire sui giornali diventando una specie di celebrità, a Philomele Jonetre toccò lo stessa sorte del calzolaio tedesco. Morta a causa del colera, la donna francese fu seppellita solo 16 ore dopo la sua morte. Anche questa volta fu il becchino a notare qualcosa di strano.

Si udirono dei colpi e delle urla provenire da sotto terra. Niente di più impressionante. La terra era ancora fresca e la tomba fu scavata nuovamente. I medici intervennero per sentire il respiro. Sebbene non ci fossero segni evidenti del respiro, il cuore di Philomene batteva ancora. Le palpebre e i suoi muscoli si contraevano.

Tuttavia, dopo quel giorno il suo corpo smise di dare segni vitali e la sua anima si separò dal suo corpo definitivamente. Fu dichiarata morta il giorno seguente e fu sepolta nella stessa fossa per la seconda volta.

4. Angelo Hays

Quest’ultimo episodio è sempre ambientato in Francia e ha come protagonista un ragazzo di 19 anni, Angelo Hays, che subì un terribile incidente con la motocicletta nel 1937. All’inizio si pensava che fosse morto, l’incidente lasciò il suo volto completamente sfigurato.

Le conseguenze furono così disastrose che nemmeno ai suoi genitori fu permesso di vederlo. I medici non sentivano più il suo battito cardiaco, quindi fu messo in obitorio e seppellito tre giorni dopo. Ma sicuramente, come già avrete intuito, questa non è la fine della storia.

Fu aperta un’inchiesta sull’incidente del ragazzo e la compagnia assicurativa richiese di riesumare il cadavere due giorni dopo la sepoltura, al fine di ottenere prove rilevanti per il caso. Con grande sorpresa da parte di tutti, il suo corpo era ancora caldo e non mostrava nessun segno di decomposizione.

Angelo era in un profondo coma, questa sua condizione aveva ridotto la quantità di ossigeno di cui il suo corpo aveva bisogno per sopravvivere e lo aveva tenuto in vita per tutto il tempo. Nonostante tutto, la sua vita era ancora appesa a un filo.

Dopo un lungo periodo di riabilitazione e diversi interventi, Angelo è ritornato a vivere miracolosamente ed è passato alla storia come l’uomo che ha sconfitto la morte. Nel 1970, lo stesso Angelo ideò una bara che avrebbe consentito alle persone che erano state sepolte prematuramente di sopravvivere abbastanza a lungo da essere salvate.

La bara presentava le caratteristiche tipiche di un appartamento sotto terra con tanto di bagno, un compartimento per il cibo e una biblioteca. Fu così che essere sepolti vivi diventò un lusso.

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