Reazioni avverse vaccini Covid: l’Italia al primo posto

In un nostro precedente articolo avevamo descritto come l’Europa abbia aderito a un programma che intende istituire un fondo per le rare reazioni avverse ai vaccini anti-Covid.

La campagna vaccinale è ormai iniziata e con essa i già sospettati disturbi post-vaccinali i cui dati raccolti sono stati messi a disposizione della comunità per valutare l’effettiva efficacia dei vaccini.

Si tratta infatti della fase 4, ossia una sorveglianza post-marketing che avviene dopo l’inizio a pieno ritmo della campagna vaccinale. Ma fin da subito, nelle testate giornalistiche europee, emerge una stranezza…. l’Italia è al primo posto per disturbi post-vaccinali. Vediamo insieme perché!

L’Italia al primo posto in base ai dati riportati dall’AIFA

I dati riguardano la prima somministrazione del vaccino Pfizer e solo in piccola percentuale quelli del Moderna.

Delle 7.373 segnalazioni pervenute all’AIFA nel periodo tra il 27 dicembre e il 26 gennaio, il 92,4% delle reazioni sono lievi mentre il restante 7,6% sono annoverate come gravi.

All’interno del report pubblicato dall’AIFA sono stati presi in considerazione tutti gli eventi e disturbi post-vaccinazione tra i quali perdita del gusto, stato febbrile breve e moderato, mal di testa, dolori muscolari e articolari.

Sono stati annoverati anche mal di denti, quindi ogni possibile sintomo dopo la prima somministrazione dei vaccini. Ma quello che viene specificato, è che non si sa se effettivamente sono riconducibili al vaccino. Si è perciò messo in pentola ogni cosa, forse per dare dati aggiornati, ma senza l’effettiva sicurezza di correlazione.

Del 7,6% di reazioni avverse ai vaccini Covid gravi ci sono state invece 14 anafilassi/shock anafilattico e 13 decessi.

Gli individui che hanno riportato shock anafilattico sono subito stati ospedalizzati e sottoposti a cure efficienti. Purtroppo queste persone avevano già mostrato reazioni avverse nei confronti di altri vaccini, in quanto soggetti fortemente allergici a pollini e polvere.

È probabile che il sistema immunitario di questi individui sia già suscettibile di per sé, in quanto venendo sempre a contatto con grandi quantità di antigeni risponde sempre in maniera forte a qualunque stimolo esogeno.

I 13 decessi invece riguardano gli ospiti delle RSA di cui l’età media è di 86.9 anni. Si indaga se ci possa essere una qualsiasi correlazione con il vaccino. Ma non si esclude che il decesso possa esser sopraggiunto per patologie pregresse.

Quindi quali le possibili cause di questo exploit?

In Italia sono state fatte 1,5 milioni di dosi, quindi è giusto asserire che la molteplicità di reazioni avverse sia avvenuta per la quantità ingente di persone vaccinate. Ad oggi, come riporta il sistema di farmaco sorveglianza europeo, in Germania sono state fatte più dosi che in Italia.

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Quello che si pensa è che i dati dell’AIFA non siano aggiornati.

La stessa risponde che nonostante le reazioni avverse, i vaccini hanno mostrato un profilo di sicurezza conforme con un vaccino efficace.

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