Mascherine di protezione fai da te sono davvero efficaci?

Uno studio inglese smaschera le falle delle mascherine fai da te.

All’inizio della pandemia COVID-19 c’era forte esigenza di mascherine di protezione ma grande carenza sul mercato, così tutti si sono sbizzarriti e hanno realizzato mascherine di tutti i tipi.

Alcuni si sono cimentati nel renderle biodegradabili e con profumazioni fruttate:

Altri hanno provato ad usare quello che avevano in casa: i diversi mesi di quarantena forzata hanno reso nostalgici gli appassionati di Art-Attack che hanno iniziato a cimentarsi seriamente.

Assorbenti intimi, carta da forno, reggiseni e altro ancora sono stati materiali per realizzare mascherine ad hoc.

Max Siedentopf e le mascherine alternative per il Coronavirus
Il fotografo Max Siedentopf e le mascherine alternative per il Coronavirus

I ricercatori si pongono domande

Nel frattempo dei ricercatori inglesi hanno voluto verificare l’efficacia di questi dispositivi fai da te. Davvero questi dispositivi impediscono il passaggio alle goccioline respiratorie? Possono davvero ridurre il rischio di contagio?

Per nostra sfortuna non hanno testato la validità della mascherina arancia o degli slip. Ma hanno testato quelle mascherine di protezione fai da te che hanno avuto un grado di accettazione sociale maggiore, usate anche da chi ha riso delle mascherine sopra riportate, credendo di essere stato più intelligente.

Le mascherine testate sono mostrate nell’immagine: la prima è una mascherina chirurgica venduta appositamente per non far disseminare goccioline respiratorie, le altre sono mascherine fai da te in tessuti come cotone, polietilene, bandana eccetera.

Tutto è riportato in tabella.

Strumenti della ricerca utilizzati per testare le mascherine

I ricercatori, pur ponendosi domande sul fai da te, conoscono il valore del risparmio. Infatti come strumenti per la ricerca hanno usato oggetti quasi di uso comune. La fotocamera di un cellulare registrava un video mentre un operatore parlava con la mascherina vicino un raggio laser.

A sinistra si vede uno specchietto che direziona il raggio laser, nel foro del retro della scatola nera è stata posizionata la videocamera e nel foro più grande anteriore passano le goccioline emesse dall’oratore.

Le goccioline che si propagano attraverso la luce diffusa del raggio laser, vengono registrate con la fotocamera di un telefono cellulare. Infine il video viene sottoposto a un semplice algoritmo informatico che conta le goccioline emesse. Sfruttando questa metodica di immaging ottico si è potuta confrontare l’emissione di goccioline attraverso le diverse mascherine di protezione.

Risultati scoraggianti per gli scaldacollo

I ricercatori hanno notato che parlare attraverso alcune maschere (in particolare lo scaldacollo) fa disperdere le goccioline più grandi in una moltitudine di goccioline più piccole, il chè spiega l’apparente aumento del conteggio delle goccioline rispetto all’assenza di maschera.

Considerando che le particelle più piccole sono sospese nell’aria più a lungo delle goccioline grandi (le goccioline più grandi affondano più velocemente), l’uso di una tale maschera potrebbe essere controproducente. Quindi signori facciamo i civili e non prendiamoci in giro con lo scaldacollo messo in faccia: va messo solo sul collo.

Se volessimo fare una classifica dei peggiori dispositivi di protezione avremmo in ordine di maggior inefficienza:

  • Scaldacollo
  • Bandana
  • Mascherine lavorate a maglia
  • Alcuni tipi di mascherina di cotone

Mascherina con o senza valvola? Questo è il dilemma

I risultati ci riportano un dato particolare: le prestazioni della mascherina con valvola N95 sono probabilmente influenzate dalla valvola di espirazione, che si apre per un forte flusso d’aria verso l’esterno. 

Sebbene la valvola non comprometta la protezione di chi la indossa, può diminuire la protezione delle persone che la circondano. In confronto, le prestazioni della maschera N95 montata e senza valvole erano superiori.

Le misure sanitarie sono in continua evoluzione

Come per noi le misure sanitarie del passato (vedasi i clisteri) sembrano vane, le prossime generazioni probabilmente rideranno di noi non solo per le mascherine all’arancia ma anche perché avranno scoperto metodi più vantaggiosi per impedire la diffusione di agenti patogeni. Perché siamo fiduciosi che la scienza ci dia sempre strumenti più efficaci rispetto al passato.

Per il momento sicuramente servono ulteriori studi sul meccanismo di diffusione del SARS-Cov-2 e sulle più adatte misure da attuare per arginare la pandemia. Cerchiamo di fare del nostro meglio usando le conoscenze attuali nel migliore dei modi.

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