Intolleranza al lattosio: quali sono le cause? Può migliorare?

L’intolleranza al lattosio è dovuta all’insorgenza di sintomi come dolore addominale, gonfiore o diarrea dopo l’ingestione di lattosio.

Il 70% della popolazione globale è intollerante al lattosio.

Miei cari intolleranti non siete soli, anzi globalmente siete la maggioranza.

Alzi la mano chi conosce qualcuno che ha l’intolleranza al lattosio.

Alzi una mozzarella chi lo è, senza mangiarla sia chiaro!

Le abitudini alimentari italiane sono dure per chi scopre di essere intollerante al lattosio.

Latte a colazione, cappuccino a metà mattinata, lasagne con rigorosa besciamella e mozzarella fresca “che caccia il latte”, infine una bella torta piena di panna e abbiamo ufficialmente messo fuori gioco un intollerante al lattosio.

Il lattosio quindi è presente in numerosi alimenti, ma che tipo di nutriente è?

Cos’ è il lattosio?

Il lattosio è il principale zucchero del latte, è uno zucchero (disaccaride) formato da due zuccheri semplici (monosaccaridi), Glucosio e Galattosio.

Lattosio=Glucosio+ Galattosio legati da un particolare legame glucidico.

Lo riscontriamo facilmente in alimenti derivati dal latte come yogurt, formaggi freschi, mozzarella.

Meno in formaggi a lunga stagionatura perchè nel processo di stagionatura il lattosio viene per lo più scisso in Glucosio e Galattosio lasciando poche o nulle tracce di Lattosio.

Il lattosio possiamo ritrovarlo anche in alimenti non derivati dal latte come salsicce e insaccati perchè viene spesso usato come additivo.

Alimenti privi di lattosio

Per far nutrire anche i nostri amici intolleranti al lattosio per fortuna le aziende stanno commercializzando sempre più alimenti con la dicitura ”senza lattosio”, in cui scindono preventivamente questo zucchero in glucosio e galattosio.

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Perché il malassorbimento di lattosio scatena i sintomi gastrointestinali?

Normalmente un enzima chiamato ”lattasi” scinde a livello intestinale il lattosio in glucosio e galattosio.

A questo punto l’intestino tramite particolari trasportatori riesce ad assorbire il glucosio e il galattosio che poi andranno nel sangue. Il lattosio non scisso non può essere assorbito perché non esistono trasportatori specifici per quest’ultimo a livello intestinale.

Se il lattosio non viene diviso nei suoi componenti più semplici, rimarrà nell’intestino, i batteri del microbiota lo fermenteranno e avverrà la produzione di gas inclusi idrogeno (H 2 ), anidride carbonica (CO 2 ), metano (CH 4 ) e acidi grassi a catena corta, il tutto ha effetti dannosi sulla funzione gastrointestinale.

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Esistono tre tipi di intolleranza al lattosio

Le intolleranze al lattosio non sono tutte uguali e possono avere diverse cause:

  • Deficit di Lattasi congenito: è una malattia genetica autosomica recessiva molto rara. Vi è un’assente o ridotta attività della lattasi già alla nascita con diarrea acquosa e malnutrizione a seguito dell’allattamento o assunzione di latte artificiale contenente lattosio. Attenzione però a somministrare latte artificiale senza lattosio ai bambini. Il latte senza lattosio risulta meno nutriente di quello con lattosio.
  • Intolleranza al lattosio primaria ( o deficit di lattasi di tipo adulto): anche questa è una condizione genetica in cui generalmente nell’infanzia o adolescenza vi è una brusca riduzione dei livelli di lattasi. Questa è la condizione più frequente.
  • Carenza di lattasi secondaria: deriva da un danno intestinale secondario a malattie come infezioni intestinali, allergie alimentari, Morbo di Crohn, enteriti da radio o chemioterapia.

I sintomi da lievi a gravi dipendono da diversi fattori

Perché in giorni diversi i sintomi possono essere a volte lievi ed altre più gravi? Perché alcuni hanno sintomi più gravi di altri?

Possiamo distinguere i diversi fattori che incidono sulla gravità della sintomatologia in:

  • fattori estrinseci: quantità di lattosio ingerita ossia se i latticini vengono ingeriti con altri alimenti che influenzano il transito intestinale e la velocità di rilascio del lattosio al colon;
  • fattori intrinseci: grado di espressione della lattasi, interventi chirurgici addominali e la composizione del microbioma intestinale;
  • altri fattori del paziente includono la presenza di disturbi d’ansia, alti livelli di stress psicosociale e la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali.

Intolleranza al lattosio nel mondo

L’intolleranza al lattosio nel mondo ha una frequenza del 68%, vi sono paesi dell’Asia con circa il 100% . Dilaga anche nel sud dell’Africa, mentre è meno frequente nel Nord Europa .

Test diagnostico

Il test più famoso e meno invasivo per diagnosticare l’intolleranza al lattosio primaria è il breath test o conosciuto anche come ”test del respiro”.

Questo esame si basa sull’incapacità del soggetto di metabolizzare il lattosio. Dopo un periodo di digiuno è necessario valutare il livello basale di H 2 (idrogeno) del respiro. Dopodicché il soggetto assume una certa quantità di lattosio, di solito 25 gr negli adulti, 15 gr nei bambini.

Se è intollerante il lattosio permarrà nell’intestino e i batteri intestinali lo fermenteranno creando i fastidiosi gas, tra cui H 2 (idrogeno). A distanza di tempo dall’assunzione di la lattosio (30,60,90,120,150,180 minuti ) si valutano le diverse variazioni di H 2.

Se i livelli aumentano si fa diagnosi di intolleranza al lattosio e si potrà anche individuare il livello di gravità. In tutto l’esame dura 3 o 4 ore.

C’è una speranza di reversibilità?

Abbiamo visto come i batteri del microbiota intestinale producono gas che inducono i sintomi gastrointestinali, ma alcuni studi hanno valutato che il consumo regolare (sempre nei limiti) di latticini modifichi il microbiota in maniera tale che si producano meno gas.

In questo modo questa sorta di adattamento dei batteri della ”flora intestinale” riduce i sintomi dell’intolleranza, nonostante i livelli di lattasi restino invariabilmente ridotti.

Insomma almeno una buona notizia per tutti i nostri amici intolleranti.

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