Hayabusa-2: rientrata la capsula con campioni di asteroide

Il primo campione di roccia e suolo appartenenti a un asteroide è arrivato sulla Terra sabato sera. La navicella spaziale Giapponese, la Hayabusa-2, ha rilasciato sabato mattina la capsula contenente il materiale. Il contenitore è atterrato la sera nell’entroterra Australiano.

La Hayabusa-2 ha prelevato questo “tesoro cosmico” da un asteroide denominato Ryugu, uno degli elementi primitivi che costituiscono il nostro Sistema Solare. Questi oggetti rappresentano dei resti, risalenti al momento della formazione della Terra, che non si sono incorporati in altri pianeti.

Secondo alcuni scienziati, lo studio di tale campione può rivelare come si è evoluto il Sistema Solare e come è iniziata la vita stessa sul nostro pianeta.

Ritorno della capsula della Hayabusa-2 sulla Terra

L’operazione è iniziata alle 05:30 (GMT) di Sabato in cui la capsula si è separata dalla navicella principale. Ciò ha suscitato una gioia immensa, sei minuti dopo l’avvenuta conferma, nel team che ha supervisionato la missione sin dall’inizio. Inoltre, mentre la capsula faceva rotta verso la Terra, l’astronave madre ha cambiato la sua orbita per oltrepassare il pianeta.

Dopo una serie di manovre, il responsabile principale della missione, Makoto Yoshikawa, ha affermato che “tutto è andato secondo i piani” e che “adesso l’ultima missione è quella di recuperare la capsula. Quando questo sarà fatto, la missione sarà completata.”

Infatti, la sera di Sabato la capsula della Hayabusa-2 è stata vista nei cieli Australiani, precisamente nei pressi della cittadina Coober Pedy, come una vera e propria palla di fuoco. Tra le 17:47 e le 17:57 (GMT) la capsula, mediante un faro al suo interno che ne ha indicato l’esatta ubicazione, ha toccato terra nei pressi della base della Royal Australian Air Force.

Una volta localizzato l’esatto punto di atterraggio, la capsula è stata portata in una struttura di controllo per l’ispezione. Successivamente sarà traportata in aereo a Sagamihara (Giappone) per lo studio e la conservazione.

Cosa rappresenta questa missione per la scienza?

La missione della Hayabusa-2 prevedeva sin dall’inizio di raccogliere un campione di oltre 100 mg. Alcune prime ipotesi circa questo asteroide suggeriscono che Ryugu sia migrato nella sua posizione attuale, vicino la Terra, dalla fascia di asteroidi fra Marte e Giove. Secondo altri invece, la sua origine è molto più antica e lontana cioè nel Sistema Solare esterno.

Questo appartiene a una classe particolare di rocce spaziali note come asteroidi di tipo C. Infatti, si ritiene che oggetti di questo tipo abbiano arricchito la Terra primordiale con acqua ed altri elementi chimici, necessari allo sviluppo della vita stessa.

La prof.ssa Sara Russel, leader del gruppo dei materiali planetari al Natural History Museum di Londra, ha affermato che ” avere campioni di un asteroide come Ryugu sarà davvero importante per il nostro campo. Pensiamo che questo sia composto da materiali e rocce antichissime che ci diranno come si è formato il Sistema Solare.

Un importante caratteristica della Hayabusa-2 è che quest’ultima possiede due campioni. Il primo è stato raccolto direttamente sulla superficie dell’asteroide. Il secondo è stato raccolto più in profondità scavando mediante una carica esplosiva.

Lo scopo della Hayabusa-2 di raccogliere un secondo campione in profondità sta nel fatto che questo, a differenza di quello in superficie, non è alterato da eoni di esposizione all’ambiente dello spazio. Infatti, secondo il prof Alan Fitzsimmonsquesti confronti sono molto importanti per capire come cambiano le rocce superficiali quando si trovano nel Sistema Solare interno.

Questa missione rappresenta quindi un evento molto importante per la comunità scientifica. Diversi scienziati di diverse competenze contribuiranno allo studio di questi campioni. Tutto ciò ci aiuterà quindi a comprendere al meglio il materiale raccolto e tutto quello che nasconde riguardo la formazione e l’evoluzione del nostro Sistema Solare.

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