Danny, la ragazza ibrida Neanderthal-Devoniano che non ci aspettavamo

Di tutti gli uomini preistorici che gli scienziati hanno studiato, nessuno ha un set cromosomico complesso come quello di un Devoniano. E nessuno ha un set speciale come quello di Danny.

Dei Devoniani abbiamo solo qualche frammento di dente o ossa, così pochi da poter riempire un pacchetto di sigarette. Ma, nonostante ciò, essi hanno avuto una certa influenza sulle specie umane attuali.

Le ricerche sui Devoniani sono appena iniziate e ci pongono già numerose domande: Chi erano i Devoniani? Che aspetto avevano? E quali erano le relazioni con i Neanderthal, i loro cugini evolutivamente più vicini?

Nel nostro articolo ci soffermeremo principalmente su questo ultimo punto. Il nuovo progetto, Finder (Fossil Fingerprinting and Identification of New Denisovan Remains), si prefigge di accrescere la nostra conoscenza sui Devoniani e sulle loro relazioni con i Neanderthal.

Noi miriamo a scoprire dove loro hanno vissuto, quando sono venuti in contatto con gli uomini moderni e quando si sono estinti ” dice il leader del progetto, Katerina Douka, dell’istituto Max Planck Institute di Jena, in Germania.

Nonostante sia difficile trovare fossili di Devoniani, in un unico posto sono stati ritrovati molti frammenti di ossa. Questa grotta, appunto denominata “Grotta dei Devoniani”, è stata importante per la scoperta di resti già nel 2010.

devoniano

“Un bellissimo sito” dice Tom Higham, direttore dell’ Oxford University’s Radiocarbon Accelerator Unit e sponsorizzatore del progetto Finder. “È freddo all’interno, ma questo permette di conservare al meglio il DNA“.

Alla scoperta di Danny: la giovane Devoniana

All’inizio, nella grotta, erano stati rinvenuti solo ossa animali, ma sorprendentemente gli studiosi hanno poi trovato un fossile simil-umano risalente a 90 mila anni fa.

Inizialmente, usando il sistema computazionale Zooarchaeology by mass spectrometry – ZooMs, il frammento è stato collocato nella categoria degli ominidi.

Ok, ma di quale specie si tratta?

Il programma, infatti, riesce a distinguere, sulla base del collagene presente nelle ossa, l’identikit di una mucca da quello di un lupo o di un ominide. Ma, effettivamente, non ci svela a quale specie di ominide appartenga il fossile.

Però, grazie all’ausilio di Svante Pääbo del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Leipzig, che ha analizzato il DNA più nello specifico, abbiamo scoperto Danny.

Una ragazza che aveva 13 anni o più, il cui genoma è un vero e proprio puzzle genetico. Infatti, il DNA della ragazza è formato per metà da DNA appartenente ai Neanderthal e per metà da DNA di origine Devoniana.

Un risultato che ha suscitato non poche perplessità. Infatti, all’inizio si pensò che ci fosse stata una contaminazione, ma poi i ricercatori hanno capito che si trattava di una figlia ibrida nata da madre devoniana e padre neanderthaliano.

La cosa ancora più sorprendente è che il padre aveva già porzioni di DNA derivanti dai Devoniani, quindi questo significa che già prima di 90,000 anni fa i Neanderthal avevano avuto rapporti con i Devoniani.

Devoniani: sono tra di noi?

Nonostante sappiamo che i Devoniani siano una specie estinta, alcuni resti permangono fino ai giorni nostri. Più del 6% dei geni trovati nelle popolazioni della Nuova Guinea, infatti, e il 3-5% del DNA degli aborigeni australiani è fatto da DNA Devoniano. Anche il gene che permette la vita dei Tibetani ad elevate altitudini deriva da DNA devoniano.

Da queste informazioni possiamo dedurre che, decine di migliaia di anni fa, gli uomini H. sapiens abbiano incontrato i Devoniani oppure i Neanderthal che avevano già acquisito al loro interno pezzi di DNA devoniano hanno stretto poi rapporti con la nostra specie H.sapiens.

Il volto di Danny è opera di un artista che ha messo insieme tutti i dati genetici raccolti, ma ancora oggi non sappiamo davvero che aspetto avessero i devoniani.

Queste e altre domande troveranno una risposta con le prossime ricerche.

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