Come sarà il prossimo vaccino per il coronavirus?

La pandemia da Covid-19 ha cambiato per sempre gli assetti e gli equilibri globali.

Distanziamento sociale, divieto di assembramenti e mascherine sono diventati gli unici strumenti realmente efficaci nel contenere l’epidemia ed evitare un nuovo lockdown.

Tuttavia gli scienziati di ogni paese sono al lavoro per la creazione di un nuovo vaccino che potrebbe, potenzialmente, fornirci l’immunità necessaria per affrontare senza pericoli questa nuova malattia.

In questo articolo abbiamo analizzato i progressi fatti fino ad oggi sulla creazione di un nuovo vaccino.

Un nuovo studio sul vaccino

Abbiamo analizzato un nuovo studio pubblicato su Cell, una nota rivista scientifica molto autorevole.

Nello studio si parla di come, un ottimo candidato per un eventuale vaccino universale per Covid-19, SARS(Severe Acute Respiratory Syndrome)e MERS(Middle East Respiratory Syndrome) sia la proteina S.

La proteina S altro non è una proteina che si trova sull’envelope (ovvero il guscio lipidico esterno) del coronavirus.

In sostanza, sono quegli spuntoni che solitamente vedete nelle immagini su internet o al tg.

Ecco questo team di ricercatori cinesi che ha pubblicato questo studio propone di utilizzare una porzione particolare di questa proteina, ovvero l’RBD(Receptor Binding Domain).

Questo dominio permette alla proteina S di legare i recettori espressi sulle cellule umane dall’ospite infetto. In questa maniera il virus è in grado di penetrare nella cellula ospite così da sfruttare i suoi organelli per la produzione di nuovi virioni, ovvero la progenie del virus.

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Limiti e potenzialità del vaccino

I recettori umani che vengono legati dal coronavirus appartengono alla famiglia degli ACE2 (Angiotensin Converting Enzyme 2).

Secondo lo studio, utilizzare questo frammento della proteina S per la creazione di un vaccino potrebbe non essere così semplice.

In particolare, questo frammento potrebbe essere poco immunogeno, scatenando quindi una debole risposta immunitaria non protettiva per l’organismo.

Esistono diverse strategie per risolvere questo problema, come l’incrementare la dimensione dell’antigene o la multimerizzazione.

Qualunque sia la strategia adottata, un eventuale vaccino contro il coronavirus sarebbe di importanza fondamentale.

Nel 2002, la SARS causò circa 800 morti(e più di 8000 infetti), mentre nel 2012 si diffuse in più di 27 paesi, con un tasso di mortalità del 34,4%, mentre nel 2020 ha causato 744.000 morti( a fronte di più di 20 milioni di casi) secondo gli ultimi report.

Rimaniamo fiduciosi sul fatto che presto sarà disponibile un vaccino che ci permetterà di tornare ad una vita normale.

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